Fari Matrix LED e abbaglianti automatici: cosa sono e come funzionano

La fine del balletto abbaglianti-anabbaglianti

Chi guida spesso di notte conosce bene quel gesto continuo: accendi gli abbaglianti su una strada buia, arriva un’auto, li abbassi, l’auto passa, li rialzi. Un balletto costante, che distrae e che spesso si fa in ritardo, abbagliando chi viene dall’altra parte.

Gli abbaglianti automatici nascono per togliere questo pensiero. E la loro evoluzione più sofisticata, i fari Matrix LED, fa qualcosa che fino a pochi anni fa sembrava impossibile: tenere gli abbaglianti sempre accesi senza mai accecare gli altri.

Cosa sono: due livelli di tecnologia

Sotto il nome “abbaglianti automatici” convivono in realtà due sistemi diversi per evoluzione.

Il primo è l’abbagliante automatico vero e proprio (Auto High Beam): l’auto passa da sola da abbaglianti ad anabbaglianti quando rileva un altro veicolo, e li riaccende quando la strada torna libera. Semplice ed efficace.

Il secondo, più avanzato, è il faro Matrix LED (tecnicamente Adaptive Driving Beam). Qui l’abbagliante non si spegne mai del tutto: il fascio di luce è diviso in tanti piccoli segmenti LED indipendenti, e il sistema spegne o attenua solo i segmenti che colpirebbero l’altro veicolo, lasciando tutto il resto della strada pienamente illuminato.

Come funziona il Matrix LED

Tutto parte da una telecamera, posizionata in alto sul parabrezza, che osserva la strada e riconosce i fari delle auto che arrivano in senso opposto e i fanali di quelle che precedi.

Quando individua un altro veicolo, la centralina calcola la sua posizione e decide quali LED del faro spegnere o abbassare. Il risultato è una specie di “tunnel d’ombra” che segue l’altra auto: lei non viene abbagliata, mentre tutto ciò che le sta intorno — bordi della strada, cartelli, pedoni, curve — resta illuminato a giorno.

Man mano che il veicolo si sposta nel tuo campo visivo, l’ombra si muove con lui in tempo reale, decine di volte al secondo.

Cosa ti offre, oltre a non abbagliare

Il vantaggio non è solo la cortesia verso gli altri. È soprattutto vedere di più, e meglio, di notte:

  • Abbaglianti sempre attivi. Più luce e più lontano, senza dover decidere ogni volta se è il caso o no.
  • Niente abbagliamento reciproco. Il “tunnel d’ombra” protegge chi arriva, e di riflesso anche te dai loro abbaglianti.
  • Luce che segue la strada. Molti sistemi orientano il fascio in curva, seguendo lo sterzo, per illuminare i tornanti invece del guardrail.
  • Adattamento alle condizioni. L’intensità e la forma del fascio cambiano in base a velocità, traffico e ambiente.

Abbagliante automatico o Matrix LED: la differenza in breve

L’abbagliante automatico semplice è una scelta “tutto o niente”: o abbaglianti o anabbaglianti. Quando c’è traffico, di fatto resti spesso in anabbagliante.

Il Matrix LED è invece “chirurgico”: oscura solo la porzione di fascio necessaria e mantiene il resto al massimo. In una strada trafficata di notte, la differenza in termini di visibilità è notevole.

Limiti da conoscere

Anche qui valgono due accortezze. La telecamera sul parabrezza deve restare pulita e libera: un vetro sporco o un parabrezza sostituito senza corretta calibrazione possono compromettere il riconoscimento. E in condizioni particolari — nebbia fitta, pioggia intensa, riflessi — il sistema può comportarsi in modo più prudente, lasciando comunque al guidatore la possibilità di gestire i fari manualmente.

Come si chiama sulle Ford e sulle Stellantis

Ogni costruttore ha il suo nome commerciale. Su Ford la troviamo come Matrix LED con Glare-Free High Beam, spesso insieme a funzioni come il fascio che curva con lo sterzo (Dynamic Bending Lights) e il potenziamento della portata (High Beam Boost).

Nel gruppo Stellantis il sistema ricorre con nomi diversi a seconda del marchio: Matrix LED su Peugeot, Adaptive Matrix / Adaptive Driving Beam con Glare-Free High Beam su Alfa Romeo, Intelli-Lux LED Matrix su Opel. La tecnologia di fondo è la stessa.

Domande frequenti sui fari Matrix LED

Che differenza c’è tra abbaglianti automatici e Matrix LED? Gli abbaglianti automatici passano da abbagliante ad anabbagliante in automatico. I Matrix LED tengono l’abbagliante acceso e oscurano solo i segmenti che colpirebbero gli altri veicoli.

I Matrix LED abbagliano gli altri automobilisti? No, è il loro scopo: creano un’ombra mirata attorno ai veicoli rilevati, così non vengono accecati pur mantenendo il resto della strada illuminato.

Posso ancora gestire i fari a mano? Sì. Il sistema è un assistente: puoi sempre intervenire manualmente quando preferisci.

Funzionano in città? In genere l’abbagliante adattivo si attiva sopra una certa velocità e dove l’illuminazione stradale è scarsa. In città illuminata l’auto resta in anabbagliante.

Cosa può ridurne l’efficacia? Una telecamera sporca o mal calibrata e condizioni meteo avverse come nebbia o pioggia intensa.

Spia dell’olio gialla: cosa significa e perché non va ignorata

Dietro la spia, la rubrica di D’Arcangelo Motor che ti spiega cosa succede quando si accende una luce sul cruscotto.

Oliera con la goccia gialla, magari con sotto delle piccole onde o la scritta “MIN”. Niente suoni, niente messaggi allarmati, l’auto va come sempre. È la versione tranquilla della spia dell’olio, e proprio per questo è quella che in tanti rimandano.

Qui ti spieghiamo cosa segnala, perché è un avviso e non un allarme, e perché trattarla in tempo è il modo più semplice per non ritrovarsi mai davanti alla sua sorella rossa, quella per cui invece bisogna fermarsi.

Cosa hai visto

Il simbolo è lo stesso della spia rossa, l’oliera vista di lato con la goccia, ma il colore cambia tutto. Quando è gialla, e spesso ha accanto delle lineette ondulate che richiamano un liquido, segnala che l’olio nel motore è basso di livello. In parole povere: ce n’è ancora, ma sta calando e va rabboccato.

Attenzione a non confonderla con un’altra spia gialla che usa simboli simili: il promemoria del cambio olio, che su molte auto compare come un’oliera con una chiave inglese o la scritta “service”. Quella non parla di quantità, ti ricorda solo che si avvicina la manutenzione programmata. Di quella ce ne occuperemo a parte. Qui parliamo della spia che dice “olio basso”.

Cosa sta succedendo davvero

Nella puntata sulla spia rossa abbiamo visto che l’olio forma un velo che tiene separati i pezzi di metallo in movimento, e che una pompa lo spinge in pressione dappertutto. Lì il problema era la spinta. Qui il problema è a monte: quanto olio c’è nel serbatoio da cui la pompa pesca.

A misurarlo c’è un sensore dedicato, il sensore di livello dell’olio, sistemato nella coppa, la vasca sul fondo del motore dove l’olio si raccoglie. Funziona come l’indicatore del carburante: non guarda la pressione, guarda quanto liquido è rimasto nel contenitore. Quando il livello scende vicino al minimo, il sensore lo comunica al computer di bordo e si accende la spia gialla.

Perché l’olio cala? Per due motivi normali e uno da tenere d’occhio. È normale che un motore, con i chilometri, ne consumi una piccola quantità, e che tra un tagliando e l’altro il livello scenda un po’. Il motivo da non sottovalutare è quando il calo è rapido o si ripete subito dopo un rabbocco: lì può esserci una perdita o un consumo anomalo, e vale la pena guardarci dentro.

Cosa fa la centralina

Qui il computer di bordo ha il compito più semplice di tutti: avvisarti e basta. Non riduce la potenza, non ti mette in modalità protetta, non suona allarmi. Accende la spia gialla come un promemoria gentile, perché a questo livello il motore lavora ancora protetto. Ti sta lasciando il tempo di intervenire con calma, non ti sta chiedendo di fermarti.

Questo è anche il motivo per cui è facile ignorarla: non cambia niente nella guida. Ma il senso dell’avviso è proprio anticipare il problema finché è ancora piccolo.

È grave o no

Giallo, quindi prudenza, non emergenza. Puoi finire il tragitto e occupartene a breve, nel giro di pochi giorni, non di settimane.

La ragione per cui non va lasciata lì è la catena che può innescare. Se il livello continua a scendere e nessuno rabbocca, prima o poi la pompa non trova abbastanza olio da spingere, la pressione cala, e a quel punto si accende la spia rossa, quella per cui bisogna fermarsi subito per non rischiare il grippaggio (il motore che si blocca perché i pezzi non più protetti si saldano tra loro). Detta semplice: la gialla è il piano di sopra, la rossa è il piano di sotto. Occuparti della gialla è il modo più economico per non vedere mai la rossa.

Cosa fai adesso

I passi sono pochi e alla portata di chiunque.

Appena puoi, a motore fermo da qualche minuto e su terreno piano, controlla il livello con l’astina: la sfili, la pulisci, la reinserisci a fondo e la rileggi. Il livello giusto sta tra le due tacche di minimo e massimo.

Se è basso, rabbocca con l’olio del tipo giusto per la tua auto, quello indicato sul libretto, aggiungendone poco per volta e ricontrollando. Due cose da evitare: mettere un olio a caso solo perché è quello che hai in garage, e riempire oltre il massimo, perché anche troppo olio fa danni.

Se dopo il rabbocco la spia si spegne e resta spenta per un po’, sei a posto fino al prossimo controllo. Se invece torna presto, o se ti accorgi di dover rabboccare spesso, falla vedere: vuol dire che l’olio se ne va da qualche parte, e quel “dove” va trovato prima che diventi un problema serio.

Cosa controlliamo concretamente quando porti l’auto da noi

Per prima cosa verifichiamo che sia davvero un problema di livello e non l’altra spia, quella del tagliando, che si risolve in modo diverso. Poi misuriamo il livello e guardiamo lo stato dell’olio: un olio molto vecchio o sporco protegge meno e a volte spiega un consumo che è cresciuto col tempo.

Se il livello cala più del normale, cerchiamo il perché. Controlliamo le possibili perdite (guarnizioni, tappi, filtro) e valutiamo se il motore stia consumando olio internamente. È la differenza tra rabboccare ogni mese senza capire e risolvere la causa una volta sola.

Infine, se la spia era il promemoria del cambio, facciamo il tagliando con l’olio corretto e azzeriamo l’indicatore, così riparte pulito. In ogni caso ti diciamo con chiarezza se era solo manutenzione di routine o se c’è qualcosa da seguire.

In breve

La spia gialla dell’olio parla di livello, non di pressione: l’olio sta calando e va rabboccato presto, ma puoi farlo con calma. È un avviso, non un allarme.

Controlla il livello con l’astina, rabbocca con l’olio giusto senza esagerare, e se la spia torna in fretta fai cercare la causa. Occuparti della gialla in tempo è il gesto che ti evita di incontrare la rossa, che è tutta un’altra storia.

Se la spia dell’olio della tua auto è accesa, o se si avvicina il cambio olio, prenota un controllo da noi. Verifichiamo livello e stato dell’olio e ti diciamo se basta un rabbocco o c’è dell’altro.

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Sensore dell’angolo cieco (Blind Spot): cos’è e come funziona

Quella spia che si accende nello specchietto

Ti è mai capitato di stare per cambiare corsia e vedere accendersi un piccolo triangolo arancione nello specchietto? È il sensore dell’angolo cieco al lavoro, e in quel momento ti sta dicendo una cosa precisa: c’è un veicolo proprio dove tu non puoi vederlo.

L’angolo cieco è quella porzione di strada, di fianco e dietro l’auto, che né lo sguardo diretto né gli specchietti riescono a coprire del tutto. È lì che si nascondono molti incidenti durante i cambi di corsia. Il sistema Blind Spot nasce esattamente per coprire quel punto.

Cos’è il sensore dell’angolo cieco

Il Blind Spot Monitoring, in italiano sensore dell’angolo cieco, è un sistema di assistenza alla guida che sorveglia le aree laterali e posteriori dell’auto e ti avvisa quando un altro veicolo entra nel tuo punto cieco.

Non guida al posto tuo: è un secondo paio di occhi che controlla proprio dove i tuoi non arrivano, soprattutto in autostrada e nel traffico scorrevole, dove i cambi di corsia sono più frequenti e più rischiosi.

Come funziona

Il cuore del sistema sono dei sensori radar nascosti nel paraurti posteriore, uno per lato. Questi sensori monitorano in continuo l’area che parte dagli specchietti retrovisori e si estende per alcuni metri dietro l’auto, coprendo proprio la zona che non vedi.

Quando un veicolo entra in quell’area mentre stai viaggiando, il sistema lo rileva e ti avvisa. In genere entra in funzione sopra una certa velocità minima e durante la marcia in avanti.

Come ti avvisa

L’avviso avviene per gradi:

  • Spia luminosa nello specchietto. Una piccola icona, spesso un triangolo, si illumina sullo specchietto dal lato del veicolo rilevato. È l’avviso silenzioso, quello che vedi con la coda dell’occhio.
  • Avviso acustico e visivo rinforzato. Se metti la freccia o accenni lo spostamento verso il lato occupato, il sistema alza il livello d’allerta con un suono e un segnale più evidente.

Sulle versioni più evolute, dette comunemente Active Blind Spot, il sistema non si limita ad avvisare: può intervenire con una leggera correzione dello sterzo o una frenata su una ruota per riportarti in carreggiata ed evitare il contatto.

Il fratello dell’angolo cieco: l’avviso in retromarcia

Lo stesso radar viene sfruttato per una funzione molto utile in manovra, il Cross-Traffic Alert, cioè l’avviso del traffico trasversale. Quando esci in retromarcia da un parcheggio o da un passo carrabile, con la visuale coperta da altre auto, il sistema rileva i veicoli che arrivano lateralmente e ti avvisa con la stessa spia e un segnale acustico, indicando da che parte sta arrivando il pericolo.

Limiti da conoscere

Il Blind Spot è un aiuto prezioso, ma non sostituisce le buone abitudini. Due cose da tenere a mente:

  • Il radar deve restare pulito. I sensori sono dietro il paraurti posteriore: neve, ghiaccio, fango o anche un adesivo possono ridurne l’efficacia. Pioggia battente e nebbia fitta possono limitarne la portata.
  • Resta un assistente, non un sostituto. Lo specchietto e il classico colpo d’occhio sopra la spalla restano fondamentali. Il sistema copre il punto cieco, ma la verifica resta tua.

Come si chiama sulle Ford e sulle Stellantis

La tecnologia è la stessa, cambia il nome commerciale. Su Ford si chiama BLIS, acronimo di Blind Spot Information System, spesso abbinato al Cross-Traffic Alert. Sui marchi del gruppo Stellantis, come Fiat, Alfa Romeo, Jeep, Peugeot, Citroën e Opel, lo trovi come Blind Spot Assist e, nella versione che interviene attivamente, come Active Blind Spot Assist.

Per questo, cercando online, puoi imbatterti in tanti nomi diversi — sensore angolo cieco, Blind Spot, BLIS, Blind Spot Assist, rilevamento angolo morto — che indicano tutti lo stesso tipo di sistema.

Domande frequenti sul sensore dell’angolo cieco

A cosa serve il sensore dell’angolo cieco?
Ti avvisa quando un veicolo si trova nella zona laterale e posteriore che non vedi né con lo sguardo né con gli specchietti, riducendo il rischio durante i cambi di corsia.

Come capisco che ha rilevato qualcosa?
Si accende una spia nello specchietto dal lato interessato. Se metti la freccia verso quel lato, può attivarsi anche un avviso acustico.

Funziona anche in retromarcia?
Con la funzione Cross-Traffic Alert sì: avvisa dei veicoli che arrivano di lato mentre esci in retromarcia da un parcheggio.

Mi sterza o frena l’auto?
Solo le versioni attive, come l’Active Blind Spot, possono correggere lievemente lo sterzo o intervenire sui freni. Le versioni base si limitano ad avvisare.

Perché a volte non funziona bene?
Può dipendere dai sensori sporchi o coperti da neve, ghiaccio o fango, oppure da condizioni meteorologiche particolarmente intense. Tenere pulito il paraurti posteriore aiuta a garantirne il corretto funzionamento.

Intelligent Speed Assistance: cos’è l’ISA e come funziona sulle auto nuove

Quel “bip” quando superi il limite ha un nome

Se hai comprato un’auto nuova dopo l’estate del 2024, lo conosci già anche se non sai come si chiama: è quel segnale che ti avvisa quando vai più forte del limite. Si chiama Intelligent Speed Assistance, in sigla ISA, ed è obbligatorio sui veicoli nuovi immatricolati nell’Unione Europea: in pratica, su tutte le auto nuove che acquisti oggi.

È anche uno dei sistemi di assistenza più discussi: c’è chi lo trova utile e chi lo disattiva a ogni viaggio. Vale la pena capire davvero cosa fa, come funziona e come conviverci, perché conoscerlo cambia completamente l’esperienza al volante.

Cos’è l’ISA

L’Intelligent Speed Assistance è il sistema di adeguamento intelligente della velocità. In parole semplici, riconosce il limite di velocità della strada su cui stai viaggiando e ti avvisa quando lo superi.

Non è un autovelox a bordo e non comunica nulla alle forze dell’ordine: è un aiuto alla guida pensato per ridurre gli eccessi di velocità involontari, che restano una delle prime cause di incidenti gravi. L’obiettivo dichiarato dall’Unione Europea è proprio la sicurezza stradale.

Come fa a conoscere il limite

Nella maggior parte dei sistemi moderni, l’ISA riconosce il limite combinando due fonti di informazione:

  • Una telecamera frontale che legge la segnaletica stradale, cioè i cartelli di limite che incontri lungo il percorso.
  • I dati GPS e cartografici, una mappa digitale che associa a ogni tratto di strada il relativo limite di velocità.

A seconda del veicolo, il sistema può basarsi sul riconoscimento della segnaletica, sui dati cartografici/GPS o su una combinazione dei due: l’implementazione concreta varia da costruttore a costruttore. In ogni caso confronta il limite stimato con la velocità che stai tenendo, in tempo reale.

I quattro modi in cui può avvisarti

La normativa europea lascia ai costruttori la scelta tra quattro tipi di intervento. La tua auto ne usa uno (o una combinazione):

  • Avviso acustico: un segnale sonoro quando superi il limite.
  • Avviso vibrante: una vibrazione, di solito sul volante o sul sedile.
  • Ritorno di forza sul pedale: l’acceleratore oppone una leggera resistenza, come se ti “spingesse indietro” il piede, per farti capire che stai correndo troppo.
  • Funzione di controllo della velocità: il sistema riduce dolcemente la potenza del motore per riportarti verso il limite.

In tutti i casi l’avviso è progressivo: prima un segnale ottico sul cruscotto, poi quello sonoro o fisico se non reagisci.

Sei sempre tu al comando

Questo è il punto che tranquillizza chi teme di “perdere il controllo” dell’auto. L’ISA non frena al posto tuo e non ti impedisce di accelerare.

Anche quando interviene sul pedale o sulla potenza, basta premere con decisione l’acceleratore per superare il sistema: se devi accelerare per un sorpasso o per un’emergenza, lo fai senza ostacoli. Il guidatore resta sempre l’ultima parola.

Puoi anche disattivarlo. La normativa prevede però che si riaccenda in automatico a ogni avvio del motore: quindi se lo spegni, alla partenza successiva lo ritrovi attivo. È una scelta voluta, per garantire che il sistema sia sempre disponibile di default.

Da quando è obbligatorio

L’obbligo deriva dal Regolamento UE 2019/2144, lo stesso che ha introdotto tutta una serie di nuovi dispositivi di sicurezza. Le tappe sono due: dal 6 luglio 2022 per i nuovi modelli omologati e dal 7 luglio 2024 per le nuove immatricolazioni, nelle categorie di veicoli previste dalla normativa.

In pratica, qualsiasi auto nuova acquistata oggi nell’UE lo monta di serie. L’obbligo riguarda i costruttori, che devono equipaggiare i veicoli: non c’è nessun adempimento a carico di chi guida.

Pregi e limiti, senza giri di parole

Il valore dell’ISA è concreto: un richiamo costante a non superare i limiti, soprattutto nei tratti dove è facile distrarsi e prendere velocità senza accorgersene.

I limiti, ad oggi, riguardano la precisione. La telecamera può leggere male un cartello sporco, coperto o ambiguo, e le mappe non sempre sono aggiornate sull’ultimo cambio di limite. Il risultato sono avvisi a volte fuori luogo, ed è il motivo principale per cui parte degli automobilisti lo trova fastidioso. La tecnologia migliora a ogni generazione, con letture sempre più affidabili.

Il consiglio pratico è non spegnerlo per principio: nella maggior parte dei casi l’avviso è corretto e fa esattamente il suo lavoro.

Come si chiama sulle Ford e sulle Stellantis

Il sistema è lo stesso per tutti, ma ogni costruttore usa una propria denominazione commerciale. Su Ford lo trovi come Intelligent Speed Assist (spesso abbinato al riconoscimento della segnaletica), mentre sui marchi del gruppo Stellantis (Fiat, Alfa Romeo, Jeep, Peugeot, Citroën, Opel) ricorre come Intelligent Speed Assist o Traffic Sign Recognition. Cambia il nome, la sostanza è identica.

Per questo molti automobilisti cercano informazioni su ISA auto, limitatore intelligente di velocità o Intelligent Speed Assistance: sono modi diversi per riferirsi allo stesso sistema di assistenza alla guida.

Ford BlueCruise

Guidare in autostrada senza tenere le mani sul volante, oggi è possibile

Per anni la “guida senza mani” è stata roba da concept car e da fiere tecnologiche. Con il Ford BlueCruise è diventata una funzione reale, omologata e già attiva sulle autostrade italiane. Non è guida autonoma: è un sistema di assistenza avanzata che alleggerisce la fatica nei lunghi viaggi, lasciando però al conducente il pieno controllo e la responsabilità della guida.

In questa guida vediamo cos’è il BlueCruise, come funziona davvero, su quali modelli Ford lo trovi, dove è attivo in Italia e quanto costa.

Cos’è il Ford BlueCruise

Il BlueCruise è il sistema di guida assistita “mani libere” di Ford per la marcia in autostrada. Si basa su tre tecnologie ADAS che molti automobilisti già conoscono e che, combinate, lavorano insieme:

  • il Cruise Control Adattivo intelligente con Stop&Go, che regola velocità e distanza dal veicolo che precede;
  • il mantenimento del centro corsia, che tiene l’auto centrata tra le linee di demarcazione;
  • il riconoscimento della segnaletica stradale, che legge i limiti di velocità e adegua l’andatura.

La differenza rispetto a un normale cruise control adattivo è che, in determinati tratti, il BlueCruise consente di togliere le mani dal volante mantenendo lo sguardo sulla strada. È quella che gli addetti ai lavori chiamano guida assistita di Livello 2 “hands-free”: l’auto gestisce sterzo, acceleratore e freno, ma il guidatore resta sempre il responsabile.

Come funziona: sensori, mappe e telecamera che ti osserva

Il BlueCruise non “vede” la strada in un solo modo. Incrocia più fonti di dati per capire dove si trova e cosa succede attorno all’auto:

Telecamere e radar. I sensori esterni leggono le linee della corsia, la distanza dagli altri veicoli e il traffico nelle corsie adiacenti, mantenendo l’auto centrata e a distanza di sicurezza.

Mappe ad alta precisione e GPS. Il sistema sa con esattezza su quali tratti autostradali è abilitato a funzionare in modalità mani libere.

Telecamera a infrarossi rivolta verso il guidatore. È il cuore del sistema. Una telecamera posizionata vicino al cruscotto controlla la direzione dello sguardo e la posizione della testa, anche se indossi occhiali da sole. Se distogli lo sguardo dalla strada, il BlueCruise ti avvisa prima con segnali visivi, poi sonori. Se non reagisci, l’auto rallenta progressivamente fino a fermarsi.

Questo è il punto chiave da far passare: mani libere sì, attenzione no. Il BlueCruise è “hands-free” ma “eyes-on”. Non è un pilota automatico e non solleva il conducente dalle sue responsabilità.

Le Blue Zones: dove si guida senza mani in Italia

La modalità mani libere non si attiva ovunque, ma solo nelle Hands-Free Blue Zones, i tratti di autostrada approvati dalle autorità europee e mappati da Ford.

Dopo il via libera della Commissione Europea, il BlueCruise è oggi utilizzabile su oltre 135.000 km di autostrade in 16 Paesi europei, Italia compresa, e la rete è in continua espansione. In pratica si può viaggiare dalla Svezia all’Italia attraversando più nazioni in modalità mani libere, a una velocità massima di 130 km/h.

Quando entri in una Blue Zone, il quadro strumenti ti segnala che puoi attivare la guida mani libere. Quando ne esci, ti chiede di riprendere il controllo del volante.

Su quali modelli Ford è disponibile

Il BlueCruise ha debuttato in Europa sulla Mustang Mach-E. Oggi la tecnologia si è estesa ai modelli più diffusi della gamma:

  • Mustang Mach-E
  • Kuga
  • Puma e Puma Gen-E
  • Ranger

Dalla primavera del 2026 Ford allarga la disponibilità a Puma, Puma Gen-E, Kuga e Ranger PHEV grazie al nuovo Driver Assistance Pack, portando la guida mani libere su vetture dai volumi molto più ampi rispetto al passato. Sulla Puma è arrivata anche una specifica BlueCruise Edition.

Quanto costa il BlueCruise

Sul fronte costi esistono due possibilità, a seconda dell’allestimento scelto.

Sulla maggior parte dei modelli compatibili il BlueCruise segue un modello ad abbonamento: una prova gratuita di 90 giorni (attivabile entro 11 mesi dalla prima immatricolazione) e, al termine, un costo di 24,99 € al mese oppure 280 € all’anno. La predisposizione hardware va comunque scelta in fase d’acquisto insieme al Driver Assistance Pack.

Sugli allestimenti dedicati BlueCruise Edition la logica cambia: la tecnologia è di serie e l’utilizzo è senza vincolo di abbonamento. Si paga una volta sola con l’auto e la si usa sempre, senza canoni successivi. Al momento queste versioni sono disponibili su Puma e Puma Gen-E, con un’analoga proposta in arrivo sulla gamma.

In sintesi: con le versioni standard provi gratis e poi decidi se abbonarti; con le BlueCruise Edition la funzione è già inclusa a vita.

Domande frequenti sul Ford BlueCruise

Il BlueCruise è guida autonoma?

No. È un sistema di assistenza alla guida di Livello 2: gestisce sterzo, acceleratore e freno in autostrada, ma il conducente deve mantenere lo sguardo sulla strada ed essere pronto a riprendere il controllo.

Posso usarlo su qualsiasi strada?

No. La modalità mani libere si attiva solo nelle Blue Zones, i tratti autostradali approvati e mappati. Fuori da queste aree resta attivo come cruise control adattivo con mantenimento corsia.

A che velocità funziona?

Fino a 130 km/h nelle Blue Zones europee.

Cosa succede se mi distraggo?

La telecamera a infrarossi rileva lo sguardo. Se distogli l’attenzione, ricevi avvisi visivi e sonori; in assenza di reazione l’auto rallenta fino a fermarsi.

Il BlueCruise è sempre a pagamento?

Dipende dall’allestimento. Sulle versioni standard c’è una prova gratuita di 90 giorni e poi un abbonamento (24,99 €/mese o 280 €/anno). Sulle versioni BlueCruise Edition la funzione è di serie e inclusa senza abbonamento.