Spia dell’olio gialla: cosa significa e perché non va ignorata

Spia dell’olio gialla: cosa significa e perché non va ignorata

Tecnologia a bordo 6 minuti di lettura

Dietro la spia, la rubrica di D’Arcangelo Motor che ti spiega cosa succede quando si accende una luce sul cruscotto.

Oliera con la goccia gialla, magari con sotto delle piccole onde o la scritta “MIN”. Niente suoni, niente messaggi allarmati, l’auto va come sempre. È la versione tranquilla della spia dell’olio, e proprio per questo è quella che in tanti rimandano.

Qui ti spieghiamo cosa segnala, perché è un avviso e non un allarme, e perché trattarla in tempo è il modo più semplice per non ritrovarsi mai davanti alla sua sorella rossa, quella per cui invece bisogna fermarsi.

Cosa hai visto

Il simbolo è lo stesso della spia rossa, l’oliera vista di lato con la goccia, ma il colore cambia tutto. Quando è gialla, e spesso ha accanto delle lineette ondulate che richiamano un liquido, segnala che l’olio nel motore è basso di livello. In parole povere: ce n’è ancora, ma sta calando e va rabboccato.

Attenzione a non confonderla con un’altra spia gialla che usa simboli simili: il promemoria del cambio olio, che su molte auto compare come un’oliera con una chiave inglese o la scritta “service”. Quella non parla di quantità, ti ricorda solo che si avvicina la manutenzione programmata. Di quella ce ne occuperemo a parte. Qui parliamo della spia che dice “olio basso”.

Cosa sta succedendo davvero

Nella puntata sulla spia rossa abbiamo visto che l’olio forma un velo che tiene separati i pezzi di metallo in movimento, e che una pompa lo spinge in pressione dappertutto. Lì il problema era la spinta. Qui il problema è a monte: quanto olio c’è nel serbatoio da cui la pompa pesca.

A misurarlo c’è un sensore dedicato, il sensore di livello dell’olio, sistemato nella coppa, la vasca sul fondo del motore dove l’olio si raccoglie. Funziona come l’indicatore del carburante: non guarda la pressione, guarda quanto liquido è rimasto nel contenitore. Quando il livello scende vicino al minimo, il sensore lo comunica al computer di bordo e si accende la spia gialla.

Perché l’olio cala? Per due motivi normali e uno da tenere d’occhio. È normale che un motore, con i chilometri, ne consumi una piccola quantità, e che tra un tagliando e l’altro il livello scenda un po’. Il motivo da non sottovalutare è quando il calo è rapido o si ripete subito dopo un rabbocco: lì può esserci una perdita o un consumo anomalo, e vale la pena guardarci dentro.

Cosa fa la centralina

Qui il computer di bordo ha il compito più semplice di tutti: avvisarti e basta. Non riduce la potenza, non ti mette in modalità protetta, non suona allarmi. Accende la spia gialla come un promemoria gentile, perché a questo livello il motore lavora ancora protetto. Ti sta lasciando il tempo di intervenire con calma, non ti sta chiedendo di fermarti.

Questo è anche il motivo per cui è facile ignorarla: non cambia niente nella guida. Ma il senso dell’avviso è proprio anticipare il problema finché è ancora piccolo.

È grave o no

Giallo, quindi prudenza, non emergenza. Puoi finire il tragitto e occupartene a breve, nel giro di pochi giorni, non di settimane.

La ragione per cui non va lasciata lì è la catena che può innescare. Se il livello continua a scendere e nessuno rabbocca, prima o poi la pompa non trova abbastanza olio da spingere, la pressione cala, e a quel punto si accende la spia rossa, quella per cui bisogna fermarsi subito per non rischiare il grippaggio (il motore che si blocca perché i pezzi non più protetti si saldano tra loro). Detta semplice: la gialla è il piano di sopra, la rossa è il piano di sotto. Occuparti della gialla è il modo più economico per non vedere mai la rossa.

Cosa fai adesso

I passi sono pochi e alla portata di chiunque.

Appena puoi, a motore fermo da qualche minuto e su terreno piano, controlla il livello con l’astina: la sfili, la pulisci, la reinserisci a fondo e la rileggi. Il livello giusto sta tra le due tacche di minimo e massimo.

Se è basso, rabbocca con l’olio del tipo giusto per la tua auto, quello indicato sul libretto, aggiungendone poco per volta e ricontrollando. Due cose da evitare: mettere un olio a caso solo perché è quello che hai in garage, e riempire oltre il massimo, perché anche troppo olio fa danni.

Se dopo il rabbocco la spia si spegne e resta spenta per un po’, sei a posto fino al prossimo controllo. Se invece torna presto, o se ti accorgi di dover rabboccare spesso, falla vedere: vuol dire che l’olio se ne va da qualche parte, e quel “dove” va trovato prima che diventi un problema serio.

Cosa controlliamo concretamente quando porti l’auto da noi

Per prima cosa verifichiamo che sia davvero un problema di livello e non l’altra spia, quella del tagliando, che si risolve in modo diverso. Poi misuriamo il livello e guardiamo lo stato dell’olio: un olio molto vecchio o sporco protegge meno e a volte spiega un consumo che è cresciuto col tempo.

Se il livello cala più del normale, cerchiamo il perché. Controlliamo le possibili perdite (guarnizioni, tappi, filtro) e valutiamo se il motore stia consumando olio internamente. È la differenza tra rabboccare ogni mese senza capire e risolvere la causa una volta sola.

Infine, se la spia era il promemoria del cambio, facciamo il tagliando con l’olio corretto e azzeriamo l’indicatore, così riparte pulito. In ogni caso ti diciamo con chiarezza se era solo manutenzione di routine o se c’è qualcosa da seguire.

In breve

La spia gialla dell’olio parla di livello, non di pressione: l’olio sta calando e va rabboccato presto, ma puoi farlo con calma. È un avviso, non un allarme.

Controlla il livello con l’astina, rabbocca con l’olio giusto senza esagerare, e se la spia torna in fretta fai cercare la causa. Occuparti della gialla in tempo è il gesto che ti evita di incontrare la rossa, che è tutta un’altra storia.

Se la spia dell’olio della tua auto è accesa, o se si avvicina il cambio olio, prenota un controllo da noi. Verifichiamo livello e stato dell’olio e ti diciamo se basta un rabbocco o c’è dell’altro.

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