Ford Escort Mk1: le versioni spinte che hanno fatto la storia
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Introduzione
La Escort di serie ha venduto due milioni di esemplari. Le versioni sportive ne hanno vendute molte meno, ma hanno fatto qualcosa che i numeri non misurano: hanno trasformato un’utilitaria economica in una leggenda del motorsport. Twin Cam, RS1600, Mexico, RS2000.
Quattro nomi, quattro filosofie diverse, un solo filo conduttore, e cioè l’idea che quella piccola scocca leggera a trazione posteriore fosse la base perfetta per correre. Vediamo come nacquero e perché contano ancora.


Twin Cam: la scintilla
Tutto parte nel 1968, quasi subito dopo il lancio. Ford voleva correre e per farlo serviva potenza. La risposta fu la Escort Twin Cam: nella scocca irrobustita, il cosiddetto Type 49, Ford infilò il bialbero 1.6 di origine Lotus, lo stesso motore della Lotus Cortina, sviluppato per la Elan.
Circa 110 cavalli in un’auto che pesava pochissimo. Non era pensata per il grande pubblico ma per l’omologazione sportiva, e fu la prima Escort a dimostrare di cosa fosse capace quel telaio.

Mexico: la sportiva per tutti
La RS1600 dimostrava cosa si poteva fare senza guardare al prezzo. La Mexico faceva l’opposto, e cioè portava lo spirito sportivo a un pubblico vero. Il nome non è casuale.
Nasce per celebrare la vittoria della Escort al durissimo World Cup Rally Londra-Città del Messico del 1970, 25.000 chilometri tra Europa e Sud America vinti da Hannu Mikkola e Gunnar Palm.
Presentata nel novembre 1970 e costruita anch’essa dall’AVO, la Mexico sposava la stessa scocca rinforzata Type 49 della RS1600 con un motore molto più semplice e robusto, il 1.6 Kent crossflow da circa 86 cavalli, abbinato al cambio 2000E.
Meno potente delle sorelle, ma affidabile, divertente e accessibile. È la Escort sportiva che la gente poteva davvero comprare e guidare tutti i giorni, e per questo è forse la più amata.

RS1600: la nascita del marchio RS
Nel 1970 la Twin Cam lasciò il posto a qualcosa di ancora più serio, la RS1600. Ed è qui che compare per la prima volta la sigla RS, Rallye Sport, destinata a diventare il fregio delle Ford più estreme per i decenni a venire. Sotto il cofano non c’era più il Lotus, ma il nuovo Cosworth BDA, un 16 valvole bialbero derivato dalla Formula 2.
La sigla stava per Belt Drive Series A, distribuzione a cinghia. Anche depotenziato per la strada erogava tra i 115 e i 120 cavalli, cifre elettrizzanti per un 1.6 dell’epoca, con una velocità vicina ai 190 km/h.
La RS1600 era costosa, sofisticata e rara: ne furono costruite appena 1.137. Nacque nel nuovo reparto AVO, Advanced Vehicle Operations, lo stabilimento di Aveley dedicato alle versioni speciali della Escort. Era, di fatto, un’auto da corsa con la targa.

RS2000: la sintesi
Nel 1973 arrivò la RS2000, che metteva d’accordo prestazione e usabilità. Il motore era il 2.0 Pinto ad albero a camme in testa, circa 100 cavalli e una bella coppia piena e sfruttabile. Più elastica e più facile della RS1600, più veloce della Mexico, divenne la sportiva Escort più equilibrata della gamma e uno dei modelli oggi più desiderati.
Versioni sportive Escort Mk1: Scheda tecnica
Twin Cam (1968): bialbero Lotus 1.6, circa 110 CV, scocca Type 49
RS1600 (1970): Cosworth BDA 16V 1.6, 115-120 CV, solo 1.137 esemplari
Mexico (1970): Kent crossflow 1.6 OHV, circa 86 CV, cambio 2000E
RS2000 (1973): Pinto 2.0 SOHC, circa 100 CV
Costruzione: reparto AVO, Aveley (Essex)
Trazione: posteriore
La gloria nei rally
Il capitolo che ha reso immortale la Escort Mk1 si è scritto sugli speciali. La vittoria del 1970 al World Cup Rally fu solo l’inizio: le squadre Ford schierarono Escort modificate con motori pushrod maggiorati fino a 1850 cc, scelti per robustezza al posto dei più fragili bialbero, e piazzarono le vetture ai primi posti.
Negli anni seguenti la piccola Ford conquistò una collezione infinita di vittorie internazionali con piloti del calibro di Roger Clark, Hannu Mikkola e Timo Mäkinen.
La trazione posteriore, il peso ridotto e la robustezza di quella scocca ne fecero l’arma da rally per eccellenza di un’intera epoca.

Quanto valgono oggi
Le sportive Mk1 hanno seguito percorsi diversi anche in fatto di quotazioni. La Mexico, un tempo accessibile, è oggi un classico ambito con valori solidi e in crescita. La RS2000 la segue a ruota, forte del suo equilibrio. In cima resta la RS1600: la sua rarità, appena 1.137 esemplari, e il legame diretto con le corse la collocano nella fascia più alta, con esemplari originali capaci di raggiungere cifre a sei zeri. Auto nate per correre, diventate oggetti da collezione.
È la parabola perfetta della Escort Mk1: partita come utilitaria di tutti, finita come icona per pochi.
Glossario
BDA significa Belt Drive, Series A: indica il primo motore della famiglia Cosworth BD, con i due alberi a camme azionati da una cinghia dentata.
OHV significa Overhead Valve, cioè valvole in testa. L’albero a camme resta nel blocco motore e comanda le valvole tramite punterie, aste e bilancieri.
SOHC significa Single Overhead Camshaft, cioè singolo albero a camme in testa. L’albero a camme è collocato nella testata e comanda le valvole.
AVO significa Advanced Vehicle Operations: era la struttura Ford di Aveley, nell’Essex, dedicata alla produzione delle versioni sportive e speciali.

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