Ford Sierra: la berlina che ha cambiato la forma dell’automobile
Un po’ di storia: l’erede di Cortina e Taunus
Il progetto interno si chiamava Toni e partì nel 1977 al centro stile Ford di Merkenich, alle porte di Colonia. L’obiettivo era sostituire due auto che, pur avendo nomi diversi, occupavano lo stesso spazio: la Cortina nel Regno Unito e la Taunus sul continente, Italia compresa. Erano due pilastri commerciali, vetture da flotta, da rappresentante, da famiglia. Sostituirle significava mettere le mani su un mercato enorme e conservatore.
La direzione stile era di Uwe Bahnsen, con Patrick Le Quément nel gruppo di lavoro e Bob Lutz alla presidenza di Ford Europa a coprire politicamente una scelta che dentro l’azienda non piaceva a tutti. La decisione fu netta: puntare tutto sull’aerodinamica, in un momento in cui il secondo shock petrolifero aveva reso i consumi un argomento di vendita e non una nota tecnica a piè di pagina.
Il risultato fu una carrozzeria a due volumi con coda tronca, superfici raccordate, vetri a filo e un coefficiente di penetrazione aerodinamica (Cx) di 0,34, un valore che nel 1982 nella categoria era da riferimento.
L’accoglienza del mercato
L’accoglienza fu spaccata in due:
- La critica: capì subito il valore del progetto. Nell’anno del lancio la Sierra venne persino esposta al Victoria and Albert Museum di Londra, un riconoscimento insolito per una berlina da flotta.
- I clienti: esitarono. Nel Regno Unito le concessionarie svuotavano i piazzali di Cortina a prezzi stracciati e molti acquirenti preferirono il modello uscente. In Germania successe l’opposto: nei primi mesi del 1983 la Sierra vendeva circa tre volte la Taunus.
I numeri si sistemarono in fretta. Nel 1983 la Sierra chiuse il mercato britannico con 159.119 immatricolazioni, seconda solo alla Escort. All’elezione di Auto dell’Anno 1983 arrivò seconda, battuta solo dall’Audi 100, l’unica altra concorrente ad aver scommesso con forza sull’aerodinamica.
Ford Sierra: scheda tecnica
| Anni di produzione | 1982 – 1993 |
|---|---|
| Stabilimenti | Genk (Belgio), Dagenham (Regno Unito), Cork (Irlanda), oltre ad Argentina, Sudafrica, Venezuela e Nuova Zelanda |
| Carrozzerie | Hatchback 3 e 5 porte, station wagon, berlina 4 porte (Sapphire, dal 1987), furgonata |
| Trazione | Posteriore; integrale su XR4x4 e sulle Cosworth 4×4 |
| Sospensioni | Anteriori MacPherson, posteriori a ruote indipendenti con bracci obliqui su telaietto |
| Motori benzina | 1.3, 1.6, 1.8 e 2.0 Pinto; 1.6 e 2.0 CVH; 2.0 twin-cam DOHC; V6 Cologne 2.0, 2.3, 2.8 e 2.9 |
| Motori diesel | 2.3 aspirato Indenor, 1.8 turbodiesel Ford |
| Versioni sportive | XR4i (2.8 V6, 150 CV), XR4x4, RS Cosworth, RS500, Sapphire RS Cosworth e 4×4 |
| Coeff. Aerodinamico | Cx 0,34 |
| Esemplari prodotti | Circa 3,4 milioni |
| Erede | Ford Mondeo (1993) |
Perché era unica per l’epoca
L’aerodinamica è la cosa che si vede, ma non è l’unica che conta.
Sotto la vecchia Cortina c’era un ponte rigido posteriore. La Sierra adottò invece uno schema a ruote posteriori indipendenti derivato dalla Granada, montato su un telaietto ausiliario. Su una berlina media di grande serie nel 1982 era una scelta costosa e non scontata: cambiava il comfort in autostrada e gettava le basi per sostenere versioni sportive con oltre 200 CV.
L’errore di valutazione e la nascita della Sapphire
Ford aveva scommesso che il due volumi con portellone fosse il futuro assoluto. Fu l’errore di valutazione più costoso del progetto: il cliente da flotta europeo (e quello italiano in particolare) voleva ancora una coda classica. Nel 1987, con il restyling, arrivò la Sapphire, la versione berlina a quattro porte con tre volumi tradizionali, che stabilizzò definitivamente le vendite.
La lezione della Sierra: l’innovazione tecnica viene perdonata dal mercato molto più in fretta di quella formale.
Una gamma per tutti
La Sierra copriva l’intero arco della domanda automobilistica dell’epoca:
- Entry level: i motori 1.3 e 1.6 per chi cercava un’auto da famiglia essenziale.
- Flotte e grandi percorrenze: i 2.0 a benzina, affiancati dal 2.3 diesel aspirato prima e dal 1.8 turbodiesel poi.
- Versatilità: la station wagon fu tra le familiari più razionali del segmento, affiancata persino da una versione furgonata.
Le versioni ad alte prestazioni
In cima alla gamma c’era la parte più emozionante:
- 1983 – XR4i: motore 2.8 V6 da 150 CV, tre luci laterali per fiancata e il caratteristico alettone biplano.
- 1985 – XR4x4: introdusse la trazione integrale su una berlina media, anticipando una tendenza di mercato.
- 1986: il lancio del modello che avrebbe cambiato per sempre l’immagine dell’intera gamma.
I numeri, messi in prospettiva
Con 3,4 milioni di esemplari in undici anni, la Sierra si attesta tra le berline europee di maggior successo. Per fare un confronto, la Volkswagen Passat di seconda generazione superò i 3,3 milioni di unità prodotte nella sola Germania tra il 1981 e il 1988.
La rarità delle versioni sportive
Molto più significativi sono i volumi ridotti delle versioni ad alte prestazioni:
- RS Cosworth 3 porte: 5.545 esemplari (di cui 500 trasformati in RS500).
- Sapphire RS Cosworth 4 porte: circa 13.140 esemplari.
Sono cifre che spiegano il collezionismo moderno: la stessa carrozzeria, dopo quarant’anni, può valere poche migliaia di euro o centinaia di migliaia a seconda della sigla sulla targhetta.
Il seme di una leggenda: la Sierra RS Cosworth
La Sierra RS Cosworth del 1986 nacque con un unico obiettivo: vincere nel Gruppo A. Montava un motore 2.0 turbo quattro cilindri sviluppato da Cosworth (204 CV di serie), trazione posteriore, scatto 0-100 km/h in meno di 7 secondi, 240 km/h di velocità massima e un imponente alettone posteriore diventato iconico.
Nel 1987 arrivò la RS500 (224 CV), affinata per le competizioni. Il dominio in pista fu schiacciante:
- WTCC 1987: Titolo costruttori nel Campionato del Mondo Turismo con Eggenberger.
- DTM 1988: Vittoria del campionato con Klaus Ludwig.
- BTCC 1990: Titolo britannico con Robb Gravett.
- Bathurst 1000: Vittorie consecutive nel 1988 e 1989.
- Rally: Vittoria di Didier Auriol al Tour de Corse 1988.
Secondo Motor Sport Magazine, la Sierra RS500 è statisticamente l’auto da corsa derivata dalla serie di maggior successo della storia, con una percentuale di vittorie vicina all’85% delle gare disputate.
Dal 1990 la meccanica vincente venne trasferita sulla Sapphire RS Cosworth 4×4, unendo la carrozzeria da berlina da famiglia alla trazione integrale da corsa.
Quanto vale oggi sul mercato collezionistico
Oggi il mercato storico ha diviso la Ford Sierra in due fasce nettamente distinte:
1. Le versioni standard (1.6 – 2.0) e XR4i
Le versioni classiche restano storiche accessibili a poche migliaia di euro, ma la vera difficoltà è trovare esemplari sani sopravvissuti alla rottamazione. Le versioni XR4i ben conservate sono invece in fase di risalita e rappresentano una delle scelte più sottovalutate del panorama anni ’80.
2. Il mito Cosworth
Le varianti Cosworth viaggiano su quotazioni da super-car:
- RS Cosworth 3 porte: valore medio attorno ai 60.000 euro, con punte da oltre 100.000 euro per conservati perfetti e documentati.
- Sapphire RS Cosworth: opzione più abbordabile, generalmente posizionata sotto i 35.000 euro.
- RS500: un oggetto da investimento da record. Nel febbraio 2023, un esemplare con poco più di 8.000 km è stato battuto all’asta da Silverstone Auctions per l’incredibile cifra di 596.000 sterline.













